La notte dei racconti


  • La notte dei racconti - -1
domenica 19 febbraio | ORE 16:30 COLOGNO AL SERIO - Auditorium c/o Scuole Medie, via De Gasperi 22
ingresso LIBERO

Lo spettacolo "La notte dei racconti" nasce dal desiderio di rispondere a uno dei "perché" più grandi della vita di un bambino: l'origine del mondo. Un padre e un figlio. Una vacanza in campeggio sul lago. Un sera i due entrano carponi nella tenda, ma non mettono la testa in fondo dove stanno i cuscini, tengono la testa fuori ad annusare l'erba, poi si girano a pancia in su e guardano in alto. E parlano. Guardano il cielo, le stelle e parlano di mondi lontani, di quanto è grande l'universo e piccola la Terra. Al bambino vengono in mente tante domande che lui chiama strane, diverse, un po' difficili e il papà racconta storie che il bambino non ha sentito mai, racconta con parole misteriose e un po' difficili della Creazione, di Caino e Abele, due fratelli che non vanno molto d'accordo, di Noè con tutti gli animali.

DI E CON FERRUCCIO FILIPAZZI / IMMAGINI MASSIMO OTTONI / PRODUZIONE COMPAGNIA FILIPAZZI IN COLLABORAZIONE CON ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI

Ferruccio Filipazzi 
Attore, narratore e autore, nel 1973 fonda il gruppo musicale “… e per la strada” realizzando numerose tournées in Italia e all’estero. Lavora con il Centro Teatrale Bresciano e al Teatro Stabile di Torino. Nel 1981 approda al Teatro del Buratto dove lavora per dieci anni, prima come attore e poi anche come autore di testi e musiche. Costituisce compagnie di teatro musicale e produce diversi spettacoli per adulti e ragazzi. Con la scrittrice Giusi Quarenghi mette in scena diversi spettacoli di teatro religioso. Ha prodotto diversi spettacoli per adulti e ragazzi e racconta di se: “Ho letto fiabe per i piccolini delle scuole materne e per i bimbi delle elementari. Ho raccontato le ansie e le delusioni che accompagnano le giovani vite verso il mondo adulto. Ho narrato pagine familiari per figli, fratelli, genitori, nonni. Ho descritto storie di viaggi, di guerre, di città, di periferie. Da allora non ho più smesso. Perché se grande è il piacere di ascoltare, altrettanto grande è quello di leggere e raccontare”.